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Per soddisfare la continua richiesta energetica necessaria ad ogni individuo per svolgere qualsiasi tipo di attività, all’interno del nostro organismo avvengono tutta una serie di processi biochimici atti a trasformare le sostanze contenute nei vari alimenti in potenziale energia da bruciare. Si tratta in sostanza di un meccanismo chiamato metabolismo, che è diverso da organismo a organismo ed il cui funzionamento è strettamente legato a numerose variabili.

Ma il nostro corpo non brucia calorie soltanto in situazioni di movimento o attività, anzi, il 65-75% del dispendio energetico totale, in un individuo sano, avviene in condizioni di sedentarietà; in parole povere del fabbisogno calorico di cui un essere umano si alimenta, ben il 70% è quello necessario per mantenere il corpo in vita mentre solo un 30% è impiegato per svolgere le normali attività quotidiane.

Questa quantità di energia, impiegata in un ambiente in cui la temperatura sia nella zona di neutralità termica (15° e 25°)da un soggetto sveglio ma in uno stato di totale rilassamento psico-fisico (completo riposo muscolare) , a digiuno per un periodo sufficiente per la cessazione dei processi digestivi (12-18 ore) è detto Metabolismo Basale ed è molto importante proprio perché rappresenta il dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia.

Generalmente il metabolismo basale è più alto negli uomini rispetto alle donne, diminuisce con l’età ma questo calo può essere rallentato da un’adeguata attività fisica; l’incremento della massa magra e dell’esercizio fisico rappresenta infatti un forte stimolo per le attività metaboliche le quali, se veloci, consentono di bruciare proteine e grassi.

A seconda del tipo di vita svolta da un individuo l’attività metabolica può essere un processo più o meno veloce, questo perché a determinarne il meccanismo concorrono tutta una serie di fattori che incidono notevolmente sulla capacità dell’organismo di bruciare e produrre energia. Il consumo metabolico è infatti influenzato dalla temperatura corporea , da quella esterna (temperature eccessivamente calde incrementano l’attività metabolica), dallo stato nutrizionale del soggetto e dal tipo di dieta seguita (un’alimentazione iperproteica tende ad innalzare il metabolismo basale viceversa il digiuno tende ad abbassarlo), da fattori ormonali (ormoni tiroidei e adrenalina accelerano l’attività metabolica), dalla quantità di massa magra dell’individuo rispetto al tessuto adiposo o da condizioni particolari quali gravidanza, allattamento, stati di ansietà o utilizzo di farmaci.

Calcolare il proprio metabolismo basale è uno dei primi passi da compiere per coloro che, affetti da obesità, necessitano di modificare le proprie abitudini alimentari e lo stile di vita, per conoscerlo esistono una serie di formule matematiche che tendenzialmente hanno un margine di errore piuttosto ridotto.

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