I ricercatori che resero ben chiaro con i loro studi il ruolo che avevano le intolleranze alimentari in reazione ad una grande quantità di patologie, furono F.W. Harr (1905), W.R. Shannon (1922), I.G.Randolph e R. MacKarnell.
Nel 1995 la Società Statunitense di Allergologia ha classificato in modo semplice e chiaro le reazioni ai cibi:
- Allergie alimentari vere e proprie che si manifestano con una reazione immediata o quasi al cibo ingerito: orticaria (fragole), angioedema (crostacei), ecc…
- Le pseudo allergie dovute a deficit enzimatici (la mancanza dell’enzima per la digestione delle proteine del latte può provocare vomito e diarrea nel neonato già dopo la prima assunzione di latte); rientra in questa categoria anche il favismo, la mancanza cioè di un enzima per la digestione dei legumi.
- Le ipersensibilità, ovvero le reazioni ad alcune sostanze chimiche contenute in quegli alimenti (vino, cioccolata, pesci in scatola, formaggi fermentati) che rilasciano iastamina e che possono causare cefalee e/o altri disturbi.
- Le reazioni tossiche agli alimenti, come avvelenamenti da funghi o cibi avariati, ecc…
- Le reattività alimentari indesiderate (R.A.I.); in questi casi eliminando inizialmente un cibo dall’alimentazione quotidiana e reinserendolo poi gradualmente, si ottiene la remissione sia del sintomo che del disturbo organico originario.
Le reattività alimentari indesiderate hanno grande interesse ed è oramai chiaro che i meccanismi immunitari mediati dalle IgE non riescano a spiegare la maggior parte delle reazioni agli alimenti. Essendo aumentata la consapevolezza dell’intervento di altre reazioni, i ricercatori hanno affrontato attivamente questo problema producendo lavori sempre più scientifici sul coinvolgimento delle R.A.I. nelle manifestazioni allergiche comunemente conosciute. Diverse sono le cause identificate e correlate alle R.A.I.:
- Carenza di Vitamine/Minerali/Proteine
- Malassorbimento di minerali da parte della parete intestinale a causa di disbiosi, un processo fermentativo a carico dell’intestino il quale, in presenza di un alimento non tollerato, inizia a liberare una serie di sotanze: istamina, fenolo, creosolo, ecc… impedendo il buon assorbimento dei minerali e delle vitamine che servono a “nutrire” i vari sistemi e funzioni.
- Stress biologico.
Lascia un commento (tutti i campi obbligatori)










